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Polvero ha scritto...
[02-07-2010]
Il "polvero" ha colpito ancora ma questa volta non ha lanciato strali avvelenati ma un sorprendente e straordinario encomio dettagliato e documentato rivolto a tutti noi . Beh la nostra stagione non si poteva concludere meglio visto che il Polvero e' stato una sorta di onnipresente angelo custode del nostro coro sin dai nostri primi vagiti.

GRAZIE POLVERO PER LA TUA ATTENZIONE A NOME DI TUTTI
Vittorio

P O L V E R O . ha scritto:


Ciao Vittorio,

sottraggo un po' di tempo alle tue incombenze di questo periodo di punta delle partenze, per scriverti alcuni miei pensieri sulla serata conclusiva della rassegna. E dunque, ho scelto di inviarti una mail, anche se nessuno mi ha chiesto di farlo ma, visto che di solito sparo critiche e stronco intere "sezioni" tagliando giudizi pepati, questa volta sono ben contento di poter usare termini più lusinghieri ed esternare sinceri quanto stupiti complimenti.

Senza tanti preamboli, voglio dirti subito che finalmente ho sentito il coro eseguire i diversi brani proposti, in maniera più piacevole ma - direi - più "matura" anche perché, trovandoci al termine dell'anno sociale, è chiaro che la padronanza delle parti abbia raggiunto i massimi livelli dell'intera stagione. Troverei naturale che il merito di questi risultati vada principalmente ad Antonino, ma sono convinto che - come sempre succede in un gioco di squadra - non si possa prescindere dall'impegno dei singoli, sia pure presi ciascuno con le sue caratteristiche peculiari, la propria capacità contributiva e la collocazione in un suo ruolo specifico.

Alcuni dei tuoi coristi, quando mi vedono comparire in sede, mi accolgono quasi sempre con una battuta sul mio senso critico, sostenendo che non sono mai contento, che ho sempre qualcosa da ridire, che lì non andava e là era impreciso e così via. Devo ammettere che è tutto vero: però, e vorrei che in questo tu facessi un atto di fede e mi credessi in tutta sincerità, nelle mie intenzioni, le osservazioni sono quasi sempre dettate da uno scopo benefico, e comunque, rivolte a stimolare una crescita del coro dell'Angolo se non sotto il profilo artistico, (questo è compito sacrosanto del direttore), almeno sul piano interpretativo.

Ricordo, fin dai primi tempi dell'avvento di Joe Turchi, che il mio gesto ricorrente era quello di una mano che fa ruotare nel vuoto la manopola del volume ma senza ottenere alcun risultato. Ecco, proprio ieri sera, il crescendo che avete eseguito dopo la prima strofa di Sakura è venuto veramente graduale e ben fatto, tant'è che ho voluto mimare un mini applauso a scena aperta alle contralto che avevo di fronte.

E, a proposito della sezione contralti, ieri sera hanno "tirato" l'intera performance soltanto in quattro. Questa non trascurabile circostanza smentisce tutti i luoghi comuni tesi a dimostrare che il famoso Coro dell'Armata Rossa canta bene perché si esibiscono in 440 oppure che al coro ANA Roma sono bravi perché sono più di dieci/dodici elementi per sezione. Frottole.

Lasciando perdere i sei arcinoti "The King's singers" che praticano un professionismo di livello eccezionale, (dal loro sito ascolta "The master piece") oppure i cinque adolescenti "A-chording" (goditi come eseguono l'overture del Barbiere di Siviglia), anche se sfiorano un inconfessato semi-professionismo, visita il sito de "I Dodecafonici" (e suggeriscilo ai tuoi cantori) e guarda cosa tirano fuori. Oltretutto, almeno tu, qualcuno di loro dovresti riconoscerlo.

Questo, scusa la ripetizione, smentisce il primo dei luoghi comuni. Il secondo, sempre esprimendo un parere personale, concerne l'assoluta impossibilità che esista una qualsiasi legge della natura secondo la quale tutti i coristi bravi nascono a Trento (coro SAT) e tutte le pere a Testaccio. Converrai con me che non può essere così. E allora, ricerchiamone cause, motivi e concause, altrove.

Il discorso ci porterebbe lontano e dovrebbe ampliarsi in mille rivoli che potremmo approfondire durante la pausa estiva con un boccale di birra a portata di mano negli immediati paraggi. Comunque, se prima di salutarvi con i ragazzi del coro, avrete ancora un'occasione di incontro per una pizza o un gelato, ti pregherei di esternare anche a loro le mie lodi e i rallegramenti per il salto di qualità che avete avuto la volontà di affrontare e per la qualità del suono che avete saputo trasmettere. Mi sarebbe piaciuto restare a cena per congratularmi più diffusamente con tutti ma - come sai bene - con l'antipatriottica legge sul consumo di vino, mi hanno messo in condizione di rinunciare ad alcuni momenti conviviali.

E dunque, ti chiedo di essere tu il trasmettitore del messaggio: bravo Antonino, bravi tutti.
Aggiungo un saluto e un amichevole ..... buone vacanze !


il vecchio Polvero
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