Homepage Centro Studi Roma - Elaborazione Quaderni di Viaggio Riunioni gennaio- febbraio 2014
Riunioni gennaio- febbraio 2014

Cena….colo  del 24 febbraio 2014
Cari Amici,
 
le letture sull’Iran procedono velocemente e molto piacevolmente;  il Paese attira gli interessi di tutti noi.
 Vi inviamo gli ultimi articoli letti e scelti:
 
Cesare Brandi
VIAGGI IN ORIENTE
Editori Riuniti – Roma, 1993
La cicogna di Pasargade
 
L’A. racconta in maniera quasi poetica della sua visita a Pasargade e alla tomba di Ciro il Grande
 
“Una piana sconfinata e brulla fino ad un orizzonte bordato di monti spelati fra il fulvo e la cenere, e un sole immenso sen­za neanche le minute ombre dei ciottoli: al centro, come un omphalos gigantesco, il sepolcro di Ciro il grande. Un sepolcro che più semplice, in apparenza, non potrebbe essere, ma alla cui semplicità hanno collaborato tanti secoli e tante civiltà. Come su un catafalco, innalzato su sei gradini, sta in cima, squadrato come un monolite, il sarcofago a capanna; ma è piuttosto una piccola casa, che, dentro conteneva il sarcofago di oro massiccio. I gradini enormi suggeriscono subito un'affinità con i lontani ziggurat sumeri e babilonesi, ma questi, come si sa, avevano un significato astrologico, erano i cieli dei sette pianeti sovrapposti, in cima ai quali avveniva la ierogamia (matrimonio sacro)  fertilizzante del cielo e della terra.”
 
Tratto da:
LE MERAVIGLIE DEL PASSATO
A.Mondadori Editore – Milano, 1928
  R. Campbell Thompson
LA ROCCIA DI BEHISTUN
 
Anche se datata la raccolta “Le Meraviglie del Passato”  descrive  piacevolmente e con uno stile alla Indiana Jones i siti che ci interessano  e questa è un’ottima descrizione dei bassorilievi e delle iscrizioni nella roccia volute da Dario e storia della decifrazione delle iscrizioni in caratteri cuneiformi da parte degli studiosi
 
“A due giornate dall'antico Palazzo d’Estate di Ecbatana, lungo la vecchia carovaniera che conduce giù fino a Babilonia, un imponente baluardo di rocce, alto quasi 1200 metri, segna la fine di uno dei tanti contrafforti dell' altipiano accidentato dell'Iran. Ai suoi piedi, l'acqua di una sorgente si espande in una larga pozza, e poi si avvia lenta, tortuosa nella valle larga e fiorente del Kharkhah, dove le piogge benefiche ammantano in primavera di pascoli le pianure, e le vallette montane, di fiori. Fra le rocce nude e la sorgente, la strada, consumata dalle carovane che da secoli la percorrono, passa per un piccolo villaggio sudicio, Behistun.”
 
H.G.Spearing
SUSA, LA CITTÀ ETERNA D’ORIENTE  in “Le meraviglie del passato”
A.Mondadori Editore – Milano, 1928
 
Storia delle tormentate vicende della più antica città del mondo, la cui fondazione risale e più di 4000 anni a.C., città più volte conquistata, distrutta e poi ricostruita
 
“Circa sei o settemila anni or sono, una tribù di cui non si è ancora ritrovato il nome, che parlava una lingua di cui non si posseggono conoscenze precise, e proveniva da una regione non ancora bene identificata, vagava per le montagne, con tutte le donne e i fanciulli, fin che giunse ad una vasta pianura non lungi dall'estremità settentrionale del Golfo Persico. Vi sorgevano numerose collinette, che rappresentavano buone posizioni difensive contro le altre tribù e contro gli animali feroci delle dense foreste circostanti. Sopra alcune di quelle collinette si stabili quella tribù: una, in posizione particolarmente favorevole, diventò città, cinta di un forte muro di mattoni non cotti. Da questi umili principi sorse Susa, la Susan della Bibbia, la città che ebbe la storia più lunga di qualsiasi altra al mondo, poiché fiorì, con varie strane vicende, da circa 4000 anni prima di Cristo a circa il 650 dell'Era nostra.”
 
Come dicevamo data  la grande mole di materiale  sull’Iran è necessario  mantenere  un ordine di ricerche.
Per cui andiamo avanti  con la  ricerca dei siti già indicati e che ancora non abbiamo trovato o non ci hanno soddisfatto, limitandoci a Persepoli, Hamadan e tutti gli altri centri  e siti legati al periodo Achemenide
 
A Lunedì prossimo

Cena….colo  del 17 febbraio 2014
 

Cari amici,
 
Nonostante abbiamo dichiarato chiuso varie volte il Quaderno di viaggio Islanda, arrivano nuovi suggerimenti. Questa volta ci hanno segnalato alcuni articoli sulla musica islandese, e dopo averli letti viene deciso di inserirli.
 
Claudio Giunta
MUSICA IN ISLANDA
Dal sito web: www.humboldtbooks.com
Intervista ad  Atli Ingólfsson
 
L’autore incuriosito dalla grande diffusione della musica in Islanda intervista un Musicista e tra l’altro chiede: 
 
Io avrò parlato forse con venti-trenta islandesi, e direi che i due terzi suonano uno strumento musicale. Come si spiega questa melomania nazionale?
Si spiega soprattutto col fatto che negli anni Settanta una legge garantì ai comuni la possibilità di aprire delle scuole di musica interamente finanziate dallo Stato. Questa decisione ha avuto conseguenze notevoli. Si sono moltiplicati i posti per gli insegnanti di musica, che sono arrivati in Islanda, e continuano ad arrivare, anche dall’estero. Le scuole di musica sono un’ottantina, e circa il 70% dei bambini islandesi riceve un’istruzione musicale seria, il che vuol dire che studiano per un certo numero di anni di almeno uno strumento musicale.
 
Viola Di Grado
L’ANIMA ARDITA DI BJÖRK E L’ANIMISMO ISLANDESE
Dal sito web: www.mazioneindiana.com - 10 aprile 2008
 
 Non si può parlare di musica e musicisti Islandesi senza parlare di Bjork, la cantante Islandese più famosa nel mondo
 
“Regina degli Elfi e dei Trolls”, “La voce dei geyser”, “L’urlo dei vulcani”. Björk, cantante islandese, è stata spesso trasformata dai media in inquietanti ibridi folkloristici dal sapore esotico o epico-naturalistico.
Su Mtv, addirittura, circolava uno spot in cui un neonato smarrito nella foresta veniva portato via e allevato da strane creature dei boschi, mentre una scritta rivelatrice identificava il neonato in Björk. Ebbene, senza arrivare a questi estremi fiabesco - compulsivi, esaminando le sue canzoni si scopre che esiste davvero un legame molto forte tra Björk e la sua cultura d’origine. Addirittura, questo legame è spesso così marcato da apparire quasi religioso.
 
 
Continuiamo poi le letture per il nuovo Quaderno di viaggio Iran:  Paese pieno di storia, archeologia, architettura, religione.
Enrico Benelli partecipante del Centro Studi e appassionato studioso e archeologo,ci ha portato un  suo articolo nel quale racconta che dagli ultimi anni 90 in poi la storia dell’Iran raccontata da Erotodo e Senofonte va rivista e ci racconta come.
 
 Enrico Benelli
L’ORIGINE DELL’IMPERO PERSIANO
 
La ricerca archeologica sta portando alla luce un numero crescente di fonti dirette, per lo più di carattere archivistico, provenienti da vari luoghi dell'impero achemenide, che permettono di correggere la visione storica tradizionale, ricostruita quasi esclusivamente a partire dai racconti degli scrittori greci. L'articolo che segue costituisce un aggiornamento sulle nostre conoscenze in materia, e serve da integrazione e correzione degli altri testi inclusi in questo volume.
 
“La storia della nascita dell’impero persiano che abbiamo letto in questo testo è basata sui racconti leggendari di due storici greci, Erodoto e Senofonte. Fino a un paio di decenni fa, in mancanza di meglio, la saga era accettata senza discussioni; ma le conoscenze attuali permettono di tracciare un quadro molto diverso. Il primo passo da compiere per liberarci da una visione stereotipa è quello di capire l’obiettivo che perseguivano i due scrittori greci; uno storico greco, infatti, non è mai neutro, ma ha sempre una sua verità da dimostrare attraverso la sua opera. Anche se il ricorrere degli stessi temi in varie fonti fa pensare che il succo di queste leggende fosse di origine persiana, i due storici ci misero del loro, e con una certa abbondanza;”
 
 
Vi ricordiamo che essendoci tanto tanto materiale sull’Iran è necessario darci un ordine di ricerche e
quindi per ora come già detto ci limitiamo a Persepoli e  tutti i centri legati al periodo Achemenide, Pasargade  la Tomba di Ciro , Susa, Hamadan e la Bastionata di Bisutun e tutti gli altri centri  e siti legati al periodo Achemenide   con descrizione del sito e  appendice storica quindi non portate articoli su altri argomenti che  tratteremo in seguito per ora seguiamo questa linea di ricerca  monumento (anche ben descritto da giornalista o saggista)  e la sua storia sempre riferita al periodo Achemenide.
Se trovate scritti, articoli, capitoli su argomenti diversi metteteli da parte e portateli quando sarà il momento.
 
A lunedi prossimo

Cena….colo  del 10 febbraio 2014
Cari Amici
Durante le ricerche per il quaderno Islanda uno degli argomenti  che volevamo inserire data l’importanza per il Paese: era la Pesca che è regolamentata e seguita da tutti i Paesi limitrofi.
Vittorio è riuscito a trovare  un documento del Parlamento Europeo che ne parla e dichiara cosa, quando e dove gli Islandesi possono pescare.  È stato ridotto molto perché lungo 50 pagine: sono stati eliminati tutti gli schemi, le statistiche ecc. e lo inseriremo al quaderno di viaggio.
Vi inviamo lo stralcio effettuato:
 
Tratto da:
Irina POPESCU, Katrin POULSEN
Parlamento Europeo - Direzione Generale delle Politiche Interne dell'Unione
Unità tematica B: Politiche strutturali e di coesione
LA PESCA IN ISLANDA
Marzo 2012.
 
“L'Islanda è una delle maggiori nazioni pescherecce al mondo (nel 2009 occupava il 19° posto nella classifica mondiale), nonostante la sua ridotta dimensione demografica. Poche altre nazioni dipendono dal settore della pesca quanto l'Islanda. Dagli inizi del 1900, la pesca ha rappresentato il settore più importante del Paese e da allora ha offerto un contributo fondamentale all'economia nazionale.
È opinione diffusa che l'Islanda abbia gestito in maniera redditizia il settore della pesca. Il sistema islandese di gestione della pesca è basato sulla determinazione di un totale ammissibile di catture stabilito conformemente alle raccomandazioni scientifiche, e sul sistema di quote individuali.”
 
 Continuano poi le letture per il nuovo lavoro: IRAN
 
Viene letto e accettato un nuovo capitolo  sulla storia di Dario e che  racconta anche della sua fondazione di Persepoli.
 
Tratto da:
Gerhard Schweizer
I PERSIANI - DA ZARATHUSTRA A KHOMEINI
Garzanti Ed., Milano 1989   Traduzione di Roberto Menin
 
Dario estende l’impero e fonda Persepoli
 
“Dario il Grande.
Fu l'unico achemenide assieme a Ciro a ricevere dagli storici quel titolo d'onore. Non pochi studiosi lo ritengono addirittura più significativo dello stesso fondatore dell'impero persiano. Dario I regnò dal 522 al 486, trentasei anni. È considerato uno dei pochi sovrani che diedero un'impronta decisiva al corso della storia, e ciò in un periodo in cui non mancarono figure illustri. In quel tempo Clistene pose le basi della democrazia greca a Atene, Budda fondò in India una nuova religione universale e Confucio insegnò in Cina.
Ciò che fu iniziato da Ciro venne portato a termine da Dario. Costui non era soltanto un valente generale, ma anche un abile organizzatore dell'amministrazione dello stato e, oltre a ciò, uno spirito sensibile all'arte e alla scienza.”
 
Durante la conversazione per decidere il taglio da dare a questo nuovo  lavoro IRAN  in considerazione dell'enorme mole di letteratura  ( saggistica , letteratura di viaggio,  reportage giornalistici etc) disponibile per non disperdersi in mille rivoli abbiamo deciso di partire dalle testimonianze monumentali attualmente
visibili   e  visitabili dal viaggiatore , descriverne il contesto storico e  la condizione  attuale seguendo  un itinerario  realizzabile  e reale quindi pienamente rispondente alle esigenze del viaggiatore motivato.
 Iniziamo quindi con Persepoli e la storia dell'impero di Dario e Ciro e descriveremo le testimonianze  quindi passeremo ad altre localita'-  quindi per ora ci limitiamo a Persepoli e  tutti i centri legati al periodo Achemenide Pasargade,   la tomba di Ciro,  Susa   Hamadan e la bastionata di Bisutun e tutti gli altri centri  e siti legati al periodo Achemenide   con descrizione del sito e  appendice storica quindi non portate articoli su altri argomenti che  tratteremo in seguito per ora seguiamo questa linea di ricerca  monumento (anche ben descritto da giornalista o saggista)  e la sua storia sempre riferita al periodo Achemenide

Cena….colo  del 3 Febbraio 2014
Cari amici,
 
anche se considerato completato il Quaderno di viaggio Islanda abbiamo aggiunto altri due articoli uno che descrive
 la cultura e le conquiste dei Vichinghi e uno relativo ad una delle più grandi eruzioni (1783) del Vulcano Lacki.
Roberto Pierpaoli
LA CULTURA E LE CONQUISTE DEI VICHINGHI
Articolo nel quale l’autore  spiega la cultura e le conquiste vichinghe in maniera semplice ma completa
 
“I Vichinghi nelle saghe che li riguardano sono descritti come uomini che attaccavano spesso luoghi facilmente accessibili e debolmente difesi, spesso senza subire conseguenze. I numerosi ritrovamenti archeologici mostrano che essi, oltre ad essere guerrieri, artigiani e commercianti furono abili marinai, scopritori di terre e colonizzatori. Le loro scorribande li condussero lungo coste e fiumi di gran parte d'Europa e anche oltre. Dopo aver colonizzato la Groenlandia, essi giunsero nelle isole Shetland, Orcadi, Fær Øer, Terranova, Corsica e Sardegna. Si spinsero lungo le coste iberiche e del Nordafrica e ad est fino alla Russia e Costantinopoli, sia per commerciare che per operazioni di pirateria.”
 
L’ANNO SENZA ESTATE
The Economist – 22 dicembre 2007 (adattamento e traduzione di Emanuele d’Amore)
 
Nel 2010 l’eruzione relativamente modesta dell’Eiyafijokull, nel sud dell’Islanda, causò per una settimana la chiusura dei cieli su tutta Europa. Nel 1783 l’eruzione del Laki, di portata ben maggiore, ebbe devastanti ripercussioni su metà della superficie del mondo. L’articolo descrive cosa accadde nell’anno senza estate e cosa potrebbe accadere ancora.
 
“Verso le 10 del giorno di Pentecoste, l’8 giugno del 1783, nel cielo terso, in direzione delle montagne, apparve un nero nuvolone di sabbia. La nuvola era così grande che in breve ricoprì tutta la zona e tanto fitta che dentro le case si fece buio. Quella notte si avvertirono forti scosse e tremori.” Con queste parole inizia il racconto di Jon Steingrimsson, prete luterano, testimone oculare di uno dei più grandi cambiamenti climatici della storia. Alle 9 del mattino sul vulcano Laki si era aperta una fissurazione lunga 16 chilometri, dalla quale negli otto mesi successivi si sarebbero riversati 15 km³ di lava, più che sufficienti a ricoprire l’isola di Manhattan fino all’altezza del Rockfeller Center, una quantità superiore a quella fuoriuscita da qualsiasi altro vulcano in epoca storica.”
 
Siamo passati poi all’ IRAN due ottimi pezzi tratti da libri che vi indichiamo
 
Tratto da: Ryszard Kapuscinski
SHAH-IN-SHAH
Feltrinelli, Milano 2004 Traduzione di Vera Verdiani
Gli Sciiti
 
Il grande reporter Kapuscinski  ci spiega come sono nati gli sciiti e la loro diatriba con i sunniti
 
“Lo sciita è innanzitutto un accanito oppositore. Originariamente gli sciiti erano un gruppo di amici e fautori di 'Ali, genero di Maometto e sposo della sua adorata figlia Fatima. Morto Maometto senza eredi maschi e senza aver chiaramente designato il proprio successore, tra i musulmani cominciò una lotta per l'eredità del Profeta: si trattava di stabilire chi sarebbe diventato califfo e capo dei credenti, ossia il numero uno del mondo islamico. Il partito di 'Ali (shi’ah significa appunto "partito") sostenne il proprio capo, affermando che 'Ali, padre di Hasan e Husein, due nipoti di Maometto, era l'unico rappresentante della famiglia del Profeta. La maggioranza musulmana sunnita ignorò tuttavia per ventiquattro anni la voce degli sciiti, scegliendo, come successivi califfi, Abu Bakr, Omar e 'Uthman. Alla fine 'Ali diventò califfo, ma il califfato durò solo cinque anni: un attentatore gli spaccò il cranio con una spada avvelenata. Dei suoi due figli, Hasan venne pure avvelenato e Husein morì in battaglia. La morte della famiglia di 'Ali tolse agli sciiti ogni possibilità di conquistare il potere, che tornò alle dinastie sunnite degli Omayyadi, poi degli Abbasidi e infine degli Ottomani. Il califfato, che il Profeta aveva immaginato come un'istituzione semplice e modesta, venne trasformato in una monarchia ereditaria. Scandalizzati dallo stile nouveau riche dei califfi conquistatori, gli sciiti, che erano poveri, pii e plebei, passarono all' opposizione.”
 
Tratto da: Gerhard Schweizer
I PERSIANI - DA ZARATHUSTRA A KHOMEINI
Garzanti, Milano 1989 Traduzione di Roberto Menin
 
Ciro fonda il primo impero universale della storia
 
“Essi bevevano acqua e mai vino. Una volta al giorno pren­devano un pasto modesto. Si vestivano con abiti in pelle e in lino grezzo, disprezzavano le morbide stoffe. Educavano i loro figli seguendo un ideale: equitazione, tiro con l'arco, dire sempre la verità. Non davano molta importanza alla lettura e alla scrittura.  
Gli storici greci ci descrivono così i persiani all'inizio della loro ascesa. I greci, dai quali abbiamo ricevuto la maggior parte delle informazioni sul popolo conquistatore dell' Asia, i greci appunto, il cui atteggiamento nei loro confronti è un misto di rifiuto, paura e segreta ammirazione, ebbero nei persiani i loro più potenti nemici. Ben poco ci è pervenuto dalle cronache locali o da quelle stese da altri popoli dell' Asia, come gli assiri o i babilonesi. Disponiamo quindi di un quadro inevitabilmente parziale, ma ciononostante riusciamo a dedurre da narrazioni, spesso biasimevoli, quello che fu il significato della cultura dei persiani pre-islamici.”
 
Andremo quindi avanti cercando di spiegare il  Paese  descrivendo quello che andiamo a visitare (città, monumenti  e musei) e che hanno una grande importanza  nella storia del Paese.
 
A lunedi prossimo

Cena….colo  del 27 gennaio 2014
 
 
Cari amici
 
 Come già vi abbiamo segnalato per il  concorso PREMIO TESI 2012-2013 “La Cultura del Viaggio”
 sono pervenute  22 tesi che sono state poi esaminate e selezionate 8, da queste poi sono state
 scelte  le vincitrici:
 
1. Daniela Tuozzo "Le politiche del patrimonio culturale immateriale del Peru¹"
2.  Michele Pasquale "I doni dello Spirito. Analisi etno-fotografica di un rituale pentecostale (Kigali, Rwanda)"
3.  Francesca Camilla Petrocelli "L’anti turismo nella letteratura di viaggio: l’esperienza di Gianni Celati"
 
La commissione ha segnalato anche la tesi di Maria Buffa "Lo spazio dell’avventura nel turismo contemporaneo”. Un approfondimento su Avventure nel Mondo, che si è classificata quarta e quindi non rientra fra i vincitori.
 
La serata dedicata alla premiazione è sabato 15 febbraio alle ore 20.30 presso L’Angolo dell’Avventura.
 
 Continuiamo poi con i lavori per il Quaderno di viaggio Islanda
 
 Nino Gorio
L'AMERICA RICORDA I SUOI VERI SCOPRITORI
Il Sole 24 ore - 8 Ottobre 2007
 
Divertente articolo che racconta che  gli americani in merito  alla scoperta del loro continente
dedicano ben due giorni di festeggiamenti:  Cristoforo Colombo e  Vichinghi
“Chi ha scoperto l'America? Dipende: se è lunedì, l'ha scoperta Cristoforo Colombo, "great explorer from Genoa". Ma se è martedì, il merito va a Leif Erikson (alias Ericsson), un vichingo "figlio dell'Islanda e nipotino della Norvegia" che attraversò l'Atlantico nel 992, cinque secoli prima del genovese. Questa opinione a geometria variabile è di George W. Bush, che nella settimana corrente si trova a celebrare due feste nazionali antagoniste, il "Colombus day" e il "Leif day", dedicate ai due scopritori rivali del Nuovo Mondo”
 
E’ quindi dichiarato chiuso il Quaderno di viaggio Islanda:  viene quindi girato il materiale a MARIA
DEL GRECO per l’organizzazione grafica,   questo lavoro non avrà i suoi disegni ma quelli di un
Amico e storico  viaggiatore di Avventure nel Mondo FRANCO ZAMPETTI  che in passato aveva già
curato i disegni del Quaderno YEMEN.
 
Il prossimo quaderno di viaggio : IRAN  sarà oggetto di discussione e aggiustamenti in corso d’opera
sull’impostazione da dare a questo lavoro: l’impresa sarà sicuramente impegnativa data l’importanza della storia, dell’arte, della natura di questo grande e appassionante Paese.
Aspettiamo suggerimenti, articoli – capitoli di libri ed altro da parte di tutti
 
A lunedi prossimo

Cena….colo  del 13 e 20 Gennaio 2014
 

Cari amici
Durante le prime due riunioni sono stati presi in esame i  risultati delle letture delle 22 Tesi arrivate
Per la partecipazione al Premio Tesi 2012 – 2013  ne abbiamo scelte 8, delle quali vi inviamo un indice
e i relativi Abstract per aiutare anche chi non le ha lette.
Tra queste verranno scelte le tre tesi da premiare.
 
Siamo andati anche avanti nella scelta degli articoli o capitoli di libri per il quaderno di viaggio Islanda
che vi inviamo:
 
Tratto da:
Halldór Laxness
GENTE INDIPENDENTE
Ed.Iperborea – Milano 2004
Traduzione di Silvia Cosimini
I colonizzatori d’Islanda – Kolumkilli
L’autore, unico islandese premio nobel (anno 1955),  trascorse l’infanzia in una fattoria presso Reykjavík, ascoltando narrare le antiche saghe e assorbendo lo spirito delle storie d’Islanda, in questo libro considerato il suo capolavoro racconta la storia di un Villaggio e dei suoi personaggi sotto forma di una saga moderna.
 
“Le fonti islandesi raccontano che in origine l'Islanda era stata abitata da genti occidentali che lasciarono dietro di sé croci, campane e altri oggetti simili usati per fare stregonerie. Nelle fonti latine sono elencati per nome tutti gli uomini che navigarono fino a qui dalle terre occidentali agli albori del papato. Il loro capo spirituale si chiamava Kolumkilli  l'Irlandese ed era un famoso negromante. In quei giorni il suolo in Islanda era molto fertile. Ma quando i norreni vi si stabilirono definitivamente, gli stregoni occidentali fuggirono dal paese e i testi antichi narrano che per vendicarsi Kolumkilli giurò che il nuovo popolo non avrebbe mai prosperato in queste terre e altre cose affini, che in effetti in seguito apparentemente si avverarono. Molto più tardi i norreni si allontanarono dalla vera fede per abbracciare l'idolatria di popoli di sangue straniero. Allora ogni cosa andò a rovescio in Islanda, le divinità dei norreni vennero derise e vennero introdotti nuovi dei e nuovi santi, alcuni dai paesi orientali e altri da quelli occidentali”
 
Maurizio Tani
GLI ITALIANISMI NELLA LINGUA ISLANDESE
Dalla rivista: “Italiano LinguaDue”, n.2, Milano 2010
1.L’islandese ieri e oggi
 
Interessante articolo sullo studio della lingua islandese che ha subito notevoli  variazioni da tutti i naviganti che nel corso dei secoli arrivavano in Islanda tra i quali anche gli italiani
 
“L’islandese (Íslenska) è la lingua ufficiale della Repubblica d’Islanda, parlata da poco più di 300.000 persone, per lo più residenti in Islanda (poco più di 300.000 cittadini islandesi). Gruppi più importanti di islandesi si trovano tradizionalmente in Danimarca (più di 8.000), negli USA (circa 5.600), in Canada (2.300), soprattutto, a Gimli, Minotoba, dove a varie riprese gli islandesi emigrarono in massa a partire dalla fine del XIX secolo). Dopo la bancarotta del sistema bancario islandese e dello Stato islandese nel 2008 sono cresciute molto anche le comunità degli altri paesi scandinavi. In generale tra gli Islandesi residenti fuori dall’Islanda la perdita della lingua madre sembra comunque essere particolarmente veloce.”
 
 
Silvia Scagnetto
UN’ISLANDA BREVE, MA INTENSA
Avventure nel Mondo – n.2, 2008
 
Tratto dalla nostra rivista un descrittivo e divertente articolo della coordinatrice
“Qualcuno dice, in un’accezione un po’ provvidenziale della vita e limitando le possibilità dell’uomo di influire sul proprio destino che “le strade sono già tracciate, bisogna solo percorrerle”. Bè ,se rimaniamo al significato letterale di questa affermazione, senza troppo fare allegoria nel tentativo di riassumere il nostro viaggio con ANM di agosto 2007, possiamo senz’altro confermare che, in effetti, in Islanda, il percorso è senz’altro obbligato e la difficoltà oggettiva non è quella di trovarlo, ma di percorrerlo soprattutto se si osa, come abbiamo fatto noi, addentrarsi nell’entroterra islandese dotati di mezzi di trasporto pressoché convenzionali. Cercheremo in queste poche righe di non fare un semplice resoconto di viaggio ma di trasmettere anche a voi le forti emozioni e sensazioni che hanno caratterizzato il nostro viaggio”
 
Anche se ancora da finire questo quaderno di viaggio è già  pronto il nuovo titolo: IRAN
(dall’immersione nella natura islandese alla storia della Persia)
 
A lunedi prossimo

top