Editori vari

armando ed - tuffo nel passato

Un tuffo nel passato in un isola da sogno.
Diario di un medico nell'isola di Socotra
di Francesco Angelico 
Armando Editore - Collana Itinera

Il libro è il racconto romanzato, sotto forma di diario, di una straordinaria esperienza di volontariato effettuata a Socotra, isola incontaminata e paradiso naturale dell’Oceano Indiano, che solo di recente ha cominciato ad uscire dal totale isolamento geografico e culturale. Il lungo isolamento ha prodotto un elevato livello di endemismo, riscontrabile, ad esempio, con la presenza di 240 specie endemiche vegetali che non esistono in alcuna altra parte del mondo e che le conferiscono un aspetto primordiale. Proprio per il fatto di essere stata virtualmente isolata per un lunghissimo periodo, Socotra rimane uno dei posti più affascinanti del mondo.


ISIAO -TubuTubu. Una etnìa nomade del Sahara centro-orientale
di Vanni Beltrami
edizioni ISIAO Collana Il nuovo Ramusio

I Tubu costituiscono una etnìa abbastanza omogenea, con abitudini nomadiche o meglio semi-nomadiche e soltanto in parte residenziali: etnìa che riconosce il proprio territorio nel Sahara centro-orientale, in particolare nelle sottoprefetture ciadiane di Tibesti, Borku ed Ennedi, nel Niger nord-orientale, nonché nelle regioni libiche del Fezzan e di Cufra. I Tubu sono inoltre presenti in una vasta area di espansione, che appartiene oggi politicamente ad altre prefetture del Ciad al margine del Sahel - quali il Kanem, il Biltine e lo Ouadai - ed all'area nigerina del Termit e dell'Ayer, nel Tenerè meridionale. Il Sahara dei Tubu ha quindi di fatto una rilevanza geografico-politica ed antropologica assimilabile a quelle degli altri deserti sahariani: dove le etnìe prevalenti sono quelle dei Tuareg, dei Chaamba e dei Mauri.


La Vita Felice - una cittàUna città e il suo fotografo. La bengasi coloniale
di Prestopino Francesco
casa editrice La Vita Felice collana Silphium

Il ritorno in Libia negli anni Settanta risveglia nell'autore ricordi e sensazioni dell'infanzia che il tempo aveva assopiti e fa nascere in lui il bisogno imperioso di sapere com'era il paese in cui è nato e come si vive a Bengasi, città dove ora egli si trova a lavorare come straniero.

 

 

 

 

minestra quinoaUna minestra di quinoa. Diario di viaggio in Bolivia
di Mimmo Scipioni
Edizioni Thyrus Nuova Collana Letteraria

Una minestra di quinoa è il primo scritto di Mimmo Scipioni. L'autore riesce a rendere sulla pagina le emozioni che lo legano all'avventura e lo spingono ormai da anni a viaggiare in tutto il mondo. Il lettore viene trasportato sui sentieri degli Inca, in Bolivia, alla scoperta di un volto diverso di quel Paese e della sua gente. È un coinvolgente diario di viaggio, scritto in modo semplice e diretto, che fa scoprire, attraverso gli occhi dello scrittore, un paesaggio incontaminato e, soprattutto, le persone che lo vivono. È infine la voce di una passione che si concretizza, che si anima e parla all'uomo dell'uomo, delle sensazioni, delle idee, di un novo modo di intendere il viaggio.

 

verso puerto escondidoVerso Puerto Escondido. Diario per un viaggio in Centroamerica
di Francesco Iampieri
Dal Prologo:
"30-7-2006 Caro Lorenzo! Benvenuto in questo mondo che spero contribuirai a rendere migliore perché quando crescerai non dovrai avere davanti agli occhi la stupidità dell'uomo che mai come in questo periodo è stata così evidente.
In questo diario di questo mio viaggio ti racconterà tutto ciò che vedrò di hello e brutto comprese te emozioni e cercherò modestamente di farti innamorare del viaggio in generale e del gusto della scoperta di posti nuovi. Sarà mio compito cercare di incuriosirti e spingerti il più presto possibile a varcare i confini della nostra bellissima Italia.
Un giorno sarai anche tu spinto dalla voglia di conoscere e confrontarti con culture completamente diverse dalla tua, gustare sapori e profumi sconosciuti fino ad un giorno prima, guardare volti segnati dalla storia e costumi di tradizioni lontane.
E quando quel giorno arriverò sarò li a salutarti ed aiutarti ad indossare il tuo zaino in spalla e mentre salirai sul tuo aereo pronto a saltare l'oceano per me sarà come ripartire di nuovo e rivedere attraverso i tuoi occhi ciò che mi sto approntando a vivere e posso dirti che non escludo la possibilità di accompagnarti se tu lo vorrai.
Dal Messico mi sposterò in Belize dove penso di fermarmi un paio di giorni nella famosa isola di San Pedro..."


miglior ristorante -costa nolanll miglior ristorante è un ristorante chiuso.
Come lavorare in Cina e sopravvivere alla Cina e ai cinesi
di Giovanni Messina - Costa & Nolan (collana Nuovi ritmi)

Il libro è un romanzo-diario che racconta l'apertura di un ristorante italiano in Cina.
La prima parte è dedicata alla fase preparatoria. In giro tra uffici a familiarizzare con l'organizzatissima burocrazia cinese e con imprenditori locali della più disparata estrazione e tutt'altro che irreprensibili.
Nelle seconda parte le incredibili complicazioni cui si può andare incontro lavorando in Cina a tu per tu coi cinesi.
Nella terza e quarta parte si passa all'attività vera e propria del
ristorante, con tutte le vicissitudini che l'attività di un ristorante
comporta. In questo caso arricchite da una galleria di sketch più o meno surreali con la clientela locale e singolari personaggi
provenienti da ogni parte del mondo.
Ambientato nella Cina degli anni del grande cambiamento, il libro offre uno spaccato vissuto dall'interno di una società che ha visto eclissarsi di colpo valori che si tramandavano da sempre, rimpiazzati oggi da un unico imperativo: arrangiarsi.

libroterapia -salani LIBROTERAPIA. Un viaggio nel mondo infinito dei libri, perchè i libri curano l'anima.
di Miro Silvera - Salani editore

Ecco la Terapia più Terapia di tutte: curarsi con i libri. Ce ne sono un'infinità, non scadono mai, e puoi decidere tu tempi e dosaggi. Per qualsiasi disturbo, carenza o bisogno, i libri curano, nutrono, confortano.
Miro Silvera, scrittore colto e raffinato, ci accompagna tra gli scaffali raccontandoci aneddoti originali e indicandoci il libro giusto per ogni male. Tra le benefiche pagine della libroterapia troverete tutto, perfino i consigli in pillole - Soffri di questo? Leggi quello! - e gli usi diversamente terapeutici dei libri: oltre che letti, infatti, possono essere regalati, usati per migliorare il portamento, addirittura come arma di difesa. Attenzione all'unico effetto collaterale: possono dare assuefazione...

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RECENSIONI DI LETIZIA DEL BUBBA

kapuscinski - ebanoEBANO di Ryszard Kapuscinski - Feltrinelli

Il libro "Ebano" esce in Italia per Feltrinelli nel 2000. Ritengo sia un testo essenziale per chi vuole recarsi nell'Africa sub sahariana. Kapuscinki era un grande giornalista che definiva il suo lavoro non adatto ai cinici. Amava mischiarsi tra la gente, vivere con loro in appartamenti spartani nei quartieri più affollati, spesso visitato da ladri in cerca di qualcosa di valore da portar via. Ma lui era uno che lasciava sempre aperta la porta di casa sua! E' stato testimone di guerre e genocidi. In Nigeria, Angola, Rwanda, Sudan. Durante le lotte per l'indipendenza dal colonialismo europeo negli anni Sessanta e in seguito, fino ai giorni nostri, quando molte speranze di libertà e giustizia si erano già infrante davanti alla corruzione e al dispotismo. Ha descritto la natura selvaggia, gli animali, ma soprattutto le persone nella fatica quotidiana della sopravvivenza, in un grande affresco umano. "E infine, la scoperta principale: gli uomini, la gente del posto, gli indigeni. Il modo in cui si accordono con questo paesaggio, con questa luce, con questo odore. (...) Tra quelle palme, quelle liane, quella boscaglia e quella giungla l'umo bianco sembra un elemento spurtio, incongruo, dissonante. Pallido, debole, la camicia madida di sudore, i capelli appiccicati, sempre tormanetato dalla sete, da un senso d'impotenza, dalla depressione. (...) Per la gente del luogo, invece, è tutto il contrario: con la loro forza, la loro grazia e la loro resistenza, si muovono in modo libero e naturale al ritmo imposto dal clima e dalla tradizione, un ritmo rallentato, che non conosce fretta: tanto nella vita non si avere tutto.".(1)
Ebano esce a Varsavia nel 1998, Kapuscinki infatti era nato in Polonia e ha lavorato per lunghi anni per l'agenzia giornalistica Pap, finchè, con la legge marziale proclamata dal generale Jaruzelki nel 1981, gli furono ritirate le credenziali e licenziato dal settimanale Kultura.Nel 1988 partecipò in Uganda a una missione di pace del governo del presidente Museveni che, al potere da due anni, cercava di trattare con i ribelli che imperversano nel Nord del paese, saccheggiando e devastando villaggi. Erano gli uomini dell'esercito di Amin, Obote e Okello. Così Kapuscinki si ritrovò di nuovo in Africa "nei luoghi dove le lotte si protraggono da decenni, come in Angola o Sudan, la maggior parte degli adulti è stata uccisa o è morta di fame e epidemie. A continuare la guerra rimangono i bambini (...)"(1).

 

kapuscinski - ho dato voceHO DATO VOCE AI POVERI di Ryszard Kapuscinski

"Ho dato voce ai poveri" è invece edito nel 2007 da una piccola casa editrice Il Margine, di Trento, legata ad un'associazione di volontariato molto attiva con uomini e donne immigrate. Racconta dell'incontro di Kapuscinki nel 2006, pochi mesi prima di morire improvvisamente d'infarto, a Bolzano, con un gruppo di studenti trentini all'Università. Insieme al suo amico giornalista italiano Paolo Rumiz di Repubblica, racconta storie sull'umanità conosciuta e i paesi visitati, dall'Asia, all'Africa, all'America Latina. La sua grande lezione di giornalismo, sempre alla ricerca dell'incontro con le persone, con i piccoli fatti della vita quotidiana, con i particolari, gli aneddoti. Perché ogni singola persona racchiude un universo intero."Tutti noi, se non ci muoviamo, non conosciamo il mondo e diventiamo di conseguenza nazionalisti convinti che la nostra cultura sia l'unica al mondo. Ogni nostro movimento ci insegna che il nostro pianeta è popolato da sei miliardi di persone, che hanno diverse religioni, diverse lingue, diverse usanze e che tutte sono nostri fratelli e sorelle, e che tutti noi siamo un'unica famiglia umana. Sono nostri fratelli e sorelle e non ne abbiamo degli altri" (3).

Note:
1-Da Ebano,  pag.10-11
2-ibidem pag 31
3-Ho dato voce ai poveri, pag.37

PECHINO - FELTRINELLIPechino è in coma
di Ma Jian - ed. Feltrinelli 2009
Nella primavera del 1989 avevo prenotato, con 3 amici, un volo aereo per Pechino, volevamo andare nello Yunnan. Ma a maggio dovemmo modificare la destinazione delle nostre vacanze perché avvenne quello che per circa 2 mesi ci tenne attaccati allo schermo del televisore, appena svegli al mattino. Non potevamo credere alle immagini dei carri armati in piazza Tienanmen. La famosa primavera di Praga era lontana, il muro di Berlino presto sarebbe stato abbattuto, com'era possibile che in Cina si consumasse una tragedia del genere? 4 giugno 1989, l'immagine di quel ragazzo con la maglietta bianca strappata e macchiata di sangue, con le mani alzate davanti al carro armato fece in breve il giro del mondo.
Ma Jan è nato in Cina ma, da quando ha pubblicato nel 1987 un libro sul Tibet" "Tira fuori la lingua", è vietatissimo in patria ed è stato costretto ad emigrare ad Honk Kong e, dopo il 1997, in Europa.
Questo libro è un vero pugno nello stomaco, un'accusa al governo cinese di una strage di massa di civili disarmati, dove si alternano le vicende e i ricordi familiari dello studente Dai Wei prima delle manifestazioni della primavera del 1989, il susseguirsi degli eventi di quei giorni fino alla tragedia e i suoi pensieri,quando ormai giace in coma nel suo letto di ferro per dieci anni. Intorno a lui ruotano vari personaggi, i membri della sua famiglia: il padre musicista (suonava il violino in America) che, tornato in patria, sarà condannato a molti anni di lavori forzati; la "madre coraggio" che, nonostante la sua "fede nel partito comunista cinese" , vedrà crollare la sua vita, e infine la sua casa con dentro suo figlio trasformato in vegetale. E poi le sue fidanzate, i suoi amici studenti, il suo fratello minore che si salverà fuggendo a Londra. Tutta la storia della Cina dopo Mao fino a quei terribili giorni è racchiusa in questo tomo di oltre 600 pagine, ma non temete, la lettura non è mai "noiosa". Ogni pagina è un'immagine vivida della vita studentesca a Pechino, delle innumerevoli discussioni e divisioni tra gli studenti, dei sogni, timori, speranze, amori, delusioni di questi ragazzi e ragazze che iniziano a protestare perché desiderano solo un po' di democrazia dentro l'Università. Ma è anche un libro pieno di poesia, soprattutto quando Dai Wei giace ormai immobile a letto e percepisce il mondo attraverso parte dei suoi sensi. Ed anche il suo cervello, nonostante la menomazione, è più lucido e alla fine dichiara "Ho esplorato tutte le 5370 montagne del Libro dei monti e dei mari? Viaggiando attraverso il mio corpo ho scoperto che tutte le meraviglie descritte nel libro esistono dentro di me: vette e paludi, minerali sepolti, alberi che crescono nelle nuvole e uccelli a nove teste. Ora so che per raggiungere l'anima si deve viaggiare a ritroso. Ma solo chi dorme ha tempo di percorrere quel sentiero, chi è sveglio deve lanciarsi alla cieca in avanti fino alla morte...".
Insomma, è un libro che consiglio vivamente di leggere.

INDIANA -DONZELLI EDIndiana
di Mariella Gramaglia  - editore Donzelli

Conosciamo Mariella, almeno di nome e dai suoi scritti, dagli anni Settanta, gli anni del femminismo italiano. Fondatrice di Noi donne, parlamentare, membra attivissima dell'U.D.I.
L'abbiamo ritrovata come assessora nella giunta di Veltroni a Roma. E poi la notizia, Mariella è partita per l'India?
Una crisi mistica? Niente di tutto questo. Mariella è partita perché, come scrive lei nelle prime pagine di questo libro, "Vedevo il mio futuro conficcato in un notabilato che mi appariva torbido e privo di sorprese, come se la mia vita fosse già tutta scritta (...)Bisogno di libertà e di ossigeno, per me, bisogno di cercare nuova bandoli per capire il mondo. (...) No, non sono scappata, ho solo indossato la camicia a rovescio, come volevo io." Così è partita per la CGIL e per la sua organizzazione non governativa di cooperazione Progetto e Sviluppo. E' partita non per portare aiuto ma per collaborare alla pari con le lavoratrici del Sewa il Self Employed Women's Association in Gujarat, uno degli stati più poveri dell'India, conosciuto alle cronache internazionali del 2002 per episodi atroci di stragi di massa di musulmani. E in Tamil Nadu, nel profondo sud dell'India, dove lo tzunami ha spazzato via interi villaggi lungo la costa occidentale indiana.
E tutto questo le serve "per guardare meglio il mio paese domani" dice Mariella.
Federico Rampini, inviato di Repubblica, dai suoi reportage ci riporta l'India del boom economico che fra 30 anni porterà questo paese nel club delle tre superpotenze con Cina e USA. Ma questo è anche il paese dove i dalit, cioè gli intoccabili, sono il 22% della popolazione, dove ci sono ancora 300 milioni di adulti analfabeti e 59 milioni di bambini, tra i 6 e 14 anni non vanno a scuola, dove il 43% dei bambini non viene vaccinato e dove 260 milioni di persone vivono con meno di mezzo dollaro al giorno.
In questo enorme paese dove si parlano più di 60 dialetti e più di 30 lingue, c'è il Sewa (700 mila iscritte solo nel Gujarat e altre 300 mila circa nel resto dell'India). Un movimento di donne, oltre che un sindacato, perché, come scrive Mariella " come tutti i movimenti femministi sanno, è ben consapevole che il lavoro non è tutto nella vita delle donne e non è nemmeno necessariamente la chiave della liberazione: salute, controllo delle nascita, welfare, microcredito, cooperative, assicurazioni, alfbetizzazione e crescita del senso di sé sono strumenti di libertà altrettanto importanti. Ed è anche un sindacato ma senza classe operaia. Insomma, una cosa tutta indiana. Le prime epiche lotte risalgono agli anni tra il 1968 e il 1970 contro i mediatori del tabacco (sono le donne a fare le sigarettine indiane chiamate bidi). La vera rivoluzione è la scoperta della differenza di genere e il microcredito, così nel 1974 Sewa fonda la sua banca per il risparmio e microcredito, e poi un piccolo sistema assicurativo che, nel caso delle puerpere, verrà fatto proprio dal governo, per aiutare le donne in gravidanza a non trascurare l'alimentazione a favore degli uomini di casa. Ma scoppia il problema delle quote per le caste più basse nei pubblici uffici, pochi leader politici hanno il coraggio di sfidare questo tabù, Elia Bhatt, una leader a livello nazionale, invece ha questo coraggio, perché a lei interessano le donne più povere, delle casta più basse. E così fonda un sindacato di sole donne, e al suo primo congresso il primo ordine del giorno è: gli uomini non possono essere né membri, né dirigenti del sindacato. Nel 1987 c'è una grande manifestazione di massa di donne contro il sati (il rogo sulla pira del marito, di una giovane vedova di 18 anni).
Ma non si fa attenzione solo alla dura vita delle donne, anche sul piano simbolico c'è un gran lavoro. La banca ad esempio viene ribattezzata "casa della madre" cioè un posto sicuro, e poi ognuna ha il suo nome accompagnato dal suffisso Ben, che significa sorella.
E' un piccolo libro, come dimensione, entra bene anche nella tasca di una giacca, ma è decisamente ricco e stimolante per conoscere altri aspetti di questo paese che è un continente.

 

 

 

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