Sperling & Kupfer

sperling_onuONU. Debolezze e contraddizioni di una istituzione indispensabile per la pace
di Linda Polman - Sperling & Kupfer

«Le risoluzioni dell'ONU sono come gli hot dog. Se sai come li fanno ti passa la voglia di mangiarli.» Lo sostiene un diplomatico americano, uno dei molti che lavorano per la pace mondiale dietro la rassicurante facciata del Palazzo di Vetro. Ma che cosa significano queste risoluzioni per i popoli che vivono nelle zone di guerra e per i caschi blu impegnati in impossibili operazioni di peacekeeping? Linda Polman racconta dieci anni di missioni di pace come nessuno aveva avuto il coraggio di fare, mostrandoci la realtà grottesca e al tempo stesso tragica di chi pago, sulla propria pelle, i giochi e le contraddizioni di un Palazzo lontano. Un reportage coinvolgente, scomodo, brutalmente sincero. Un libro che ci costringe a considerare il prezzo umano della nostra indifferenza.

 

MAL D'AVVENTURA La storia di Mario Appelius, viaggiatore irrequieto, giornalista e avventuriero, fascista per caso
di Livio Sposito - Sperling & Kupfer edizioni

"Mozzo! Il mio povero padre credeva d'infliggermi una grace punizione mentre mi faceva il più grande regalo che potessi sperare. Mozzo significava per me andare per mari lontani, approdare a terre sconosciute, vedere da vicino la gente di colore dei miei libri di avventure...!"
Quei pochi italiani che oggi si ricordano di Mario Appelius lo hanno cristallizzato nell'icona del «megafono del duce», l'inventore dello slogan «Dio stramaledica gli inglesi», l'acerrimo oppositore di Radio Londra. Ma queste immagini stereotipate non rendono giustizia a un personaggio irrequieto, contraddittorio e per molti aspetti modernissimo. Appelius, per cominciare, è un globe-trotter ante litteram. Ha contratto, prima ancora di tanti viaggiatori on the road, il «mal d'avventura». Imbevuto delle letture di Salgari, Conrad e Kipling, a quindici anni si ribella alle rigidità paterne, viene obbligato a imbarcarsi nel 1908 come mozzo sulle navi e inizia così a percorrere in lungo e in largo il mondo, che racconta in libri di successo. Non trova più pace, né riesce a fermarsi: attraversa il Sahara a dorso di cammello, vive gli affascinanti scenari esotici dell'Asia coloniale, entra in Cina poco prima che cadesse la dinastia Manciù, è testimone del Messico rivoluzionario, intervista nel suo nascondiglio fra le montagne del Guatemala il «generale» guerrigliero Sandino, conosce l'India di Gandhi, le Isole di Capo Verde e si spinge fino all'estremo Sud della Patagonia. Fa mille mestieri, dal venditore ambulante in Egitto all'impiegato in una società commerciale dell'Indocina, ai finanziere, all'industriale in Sudan, all'interprete. Ma il suo vero sogno è diventare giornalista. L'unico che accetta di pubblicare i suoi resoconti è il fratello di Mussolini, direttore del Popolo d'Italia, e per questo potremmo dire che diventa «fascista per caso». Ma rappresenta l'animo ribelle, rivoluzionario del fascismo, che conosce poco perché non vive mai in Italia. Inventa una nuova formula giornalistica, quella del reportage di viaggi, e si trasforma, di nuovo non per sua scelta, in inviato di guerra e alla fine anche in propagandista radiofonico.

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