Riunioni marzo aprile 2014

Cena….colo  del 14 Aprile 2014
 
Cari Amici
 
Nell’ultima riunione i partecipanti (criticoni) del Centro Studi di Roma  hanno continuato ascartare vari articoli
 ma per due ottimi articoli  hanno dato il pieno consenso all’inserimento nel Quaderno di Viaggio Iran e ve li inviamo.
 
Michael Jung e Vincenzo Torrieri
RITORNO NEL DESERTO DEI TARTARI
Archeo, n.343, settembre 2013
 
“L’antica Bam si erge come una città fantasma nell’Iran meridionale, ai margini di un paesaggio tra i più desolati della terra. Nel 2003, un devastante terremoto colpì la zona, distruggendo quella che, fino ad allora, era stata la più vasta costruzione in mattoni crudi esistente al mondo. Eppure, la rinascita della misteriosa fortezza non sembra essere impresa impossibile, grazie anche alle ricerche di un progetto di recupero italiano.
Arg-e Bam, la misteriosa città iraniana ai margini di uno dei deserti più caldi e inospitali della terra, è conosciuta da una larga parte del pubblico italiano come la misteriosa fortezza del “Deserto dei Tartari”, scelta nel 1976 dal regista Valerio Zurlini come ambientazione ideale del film ispirato all’omonimo romanzo di Dino Buzzati.”
 
 
Pino Carol
ISFAHAN, LA ROSA DEL DESERTO
Le Vie del Mondo, n.2, febbraio 1965
 
«Isfahan è una rosa sbocciata prodigiosamente nel deserto». È con siffatta immagine poetica che i persiani amano definire questo antico e splendido centro di storia e d'arte, sorto, come per incanto, in mezzo a un'oasi. E, in verità, la definizione non è fuori di posto. Adagiata in una vasta pianura sull'altopiano dell'Iran, a oriente della catena dei monti Zagros, da cui scende, ricco d'acque (cosa rara da queste parti), lo Zaindeh Rud, il fiume che divide in due la città e provvede all'irrigazione e alla fertilità dei dintorni, Isfahan (o Esfahan) gode di acqua fresca, di ombre riposanti date dai grandi platani frondosi, di giardini, di campi fertili, produttori di frutta e verdure di ogni genere. I suoi meloni sono celebri, e così i cocomeri, le pesche, i fichi; a cui sono da aggiungere frumento, orzo, riso, fagioli, piselli, lenticchie e, fra le piante industriali, cotone e tabacco.
 
 Ricordiamo sempre quali sono le destinazioni che secondo noi è importante inserire
 
  MASHAD – TABRIZ - YAZD –QOM
 
Una breve storia del periodo di regno di  Reza Palahavi
 
Organizzazione delle scuole Coraniche (Madrase) per l’insegnamento della religione Islamica
 
Poi qualcuno ci ha fatto notare che le architetture più antiche hanno soltanto disegni  floreali o geometrici
e mai figure e poi da un certo punto in poi sono comparse anche le Figure: il motivo???
 
AUGURI DI BUON VIAGGIO A CHI PARTE E BUONA PASQUA TUTTI
 
Arrivederci a lunedì 5 maggio
 
Vittorio e Daniela

 

Cena….colo  del 7 Aprile 2014
 
Cari amici
 
La ricerca di articoli, capitoli di libri per il Quaderno di Viaggio Iran crea un po’ di difficoltà, forse c’è troppo da dire su questo Paese con storia millenaria.
 
Abbiamo riletto il capitolo del libro scelto da Andrea Greco ulteriormente tagliato da Leo Muscetta e ve lo inviamo
 
Alessandro Bausani
I PERSIANI
Sansoni Editore – Firenze, 1962
Il periodo mongolo
 
I Mongoli conquistano  la Persia
“Man mano che si disgregava l'impero selgiuchide, nuovi elementi etnici comparivano nell'Asia Centrale: uno degli stati iranici dell'Asia centrale, il Kharizm, zona a sud-sud-est del lago di Aral, fu il primo a sostenere l'urto di queste nuove popolazioni. Qutbu 'd-Din Muhammad, figlio di uno schiavo turco di Malikshah, era stato fatto governatore di quella regione col titolo di Kharizm-shah (re del Kharizm) nel 1097. I suoi successori rimasero, con ampie parentesi di infedeltà, vassalli dei Selgiuchidi fin verso il 1172, quando i re del Kharizm conquistarono parte dei territori selgiuchidi di Persia. Essi dovettero lottare duramente contro i Ghuridi, altra dinastia dell'estremo oriente del territorio iranico.”
 
Massimo Crisci invece ha riletto attentamente il libro di Robert Byron , che è stato stampato per la prima volta nel 1937 e da allora  è diventato  la bibbia dei viaggiatori che vanno in Iran, e ha tratto due piccoli pezzi  che descrivono Sultanya molto piacevolmente
 
 Robert Byron
LA VIA PER L’OXIANA
Bilioteca Adelphi 271 - Luglio 1993
 
“Per un lungo tratto abbiamo proseguito in linea retta, in mezzo a catene parallele di montagne. La cupola di Sultaniya dominava il deserto. Per arriva­re fin là abbiamo dovuto percorrere un intero siste­ma d'irrigazione. Laggiù abbiamo trovato un paese diverso. Anche se la distanza dalla strada principale è soltanto di poche miglia, al posto del moderno co­pricapo pahlavi si vedevano gli antichi berretti a forma d'elmo, che sono documentati nei bassorilie­vi di Persepoli. La gente lì parla in maggioranza turco. Alla tea house ci siamo procurati una scodella di cagliata e del pane sottile, largo come una tenda, quindi siamo entrati nel mausoleo”.
 
Invitiamo quindi tutti a cercare e  diamo una traccia di quello che vorremmo inserire:
  
Con la lettura dell’articolo sull’impero mongolo è sorta la curiosità di approfondire la figura
di Tamerlano
 
Mancano ancora articoli  che descrivano città che si attraversano durante qualsiasi Itinerario in Iran:
MASHAD – TABRIZ - YAZD – BHAM – KHOM
 
Una breve storia del periodo di regno di  Reza Palahavi
 
Organizzazione delle scuole Coraniche (Madrase) per l’insegnamento della religione Islamica
 
Poi qualcuno ci ha fatto notare che le architetture più antiche hanno soltanto disegni  floreali o geometrici
e mai figure e poi da un certo punto in poi sono comparse anche le Figure: il motivo??? Cerchiamo !!!!!
 
Quindi come vedete c’è ancora molto da cercare trovare e inserire: aspettiamo i risultati delle vostre ricerche
 
A lunedi prossimo
 
Vittorio e Daniela

Cena....colo  del 31 Marzo 2014

Cari amici,

serata movimentata e poco fruttuosa quella di lunedì, sono stati letti vari
capitoli di libri e articoli

che però non sono piaciuti e anzi hanno provocato lunghe e accese
discussioni. Abbiamo persino

rifiutato due articoli  di Alberto Moravia, uno su Isfahan e uno su Yazd,
pubblicati dal Corriere della Sera,

perché con commenti e introspezioni personali  non interessanti ai fini del
nostro Quaderno di Viaggio

Andrea Greco ci ha proposto un capitolo sul periodo mongolo in Iran molto
interessante tratto dal libro

di Alessandro Bausani I PERSIANI che  è stato uno dei massimi studiosi
italiani dell' <http://it.wikipedia.org/wiki/Islam> Islam, nonché traduttore

e commentatore di una delle più importanti versioni in
<http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana> lingua italiana del
<http://it.wikipedia.org/wiki/Corano> Corano.

Il Capitolo è decisamente molto lungo e dopo discussione se inserirlo o meno
la decisione è stata di incaricare

Leo Muscetta e Andrea Greco di rileggere attentamente il Capitolo cercando
di tagliare dove possibile (troppe

date, troppi nomi, troppo dettagliato) e lo porteranno lunedì prossimo
pronto per inserirlo ed inviarvelo.

Invitiamo sempre tutti a cercare ancora scritti, capitoli, articoli su

siti archeologici e di città e vi ricordiamo che ancora mancano per esempio:

Kerman, Isfahan, Yadz, Shiraz

A lunedi prossimo, speriamo più fruttuoso.

 

Cena….colo  del 24 Marzo 2014
 
Cari amici
 
Letture miste durante l’ultima riunione: siamo tornati a leggere articoli sull’Islanda e sul Giappone.
I due Quaderni di viaggio sono in fase di impaginazione e poiché avevamo ricevuto degli articoli
quando ormai erano stati dichiarati completi approfittiamo per inserirli e ve li inviamo.
 
Valter Perlino
IL RICHIAMO DEL NORD
Scialpinismo tra i fiordi islandesi  -  Penisola di Troll
 
Valter è un coordinatore veterano, appassionato di trekking, sci, alpinismo e poiché vive sempre con
 con  emozione i suoi viaggi  ce ne fa partecipi con racconti molto interessanti
  
“Un percorso di scoperta di un angolo di Islanda poco conosciuto, al di fuori degli itinerari classici dove, oltre alle incommensurabili bellezze naturali, la vita genuina delle genti locali è ancora una ricchezza da scoprire ed apprezzare. Un viaggio nel Nord Ovest del paese tra le montagne che delimitano e separano i fiordi Eyjafjorour, Olafsfjorour, Siglufjorour, Heoinsfjorour.
Trascorriamo sei giorni in questa zona dedicandoci interamente allo scialpinismo con una o più gite giornaliere con sistemazione in guest house locale: il Cottage guesthouse a Ytri-Vik, sulla costa ovest del fiordo di Eyjafjordour sulla strada n.82 a metà strada tra Akurery e Dalvik. Aperto tutto l'anno.”
 
 
Salvatore Francesco Bellisario
L’ISOLA DI BJÖRK E I PENNUTI CHE STREGANO
 
Anche Francesco è un coordinatore entusiasta e che ha bisogno di scrivere e raccontare I suoi viaggi
 
“Da ragazzo sognavo sempre di salire su un treno e in treno attraversare il mondo osservandolo da finestre panoramiche come schermi cinematografici. Un treno che si fermasse in stazioni remote il tempo giusto per scoprire quei luoghi. Nella vita di ognuno di noi, penso ci sia sempre questo “treno”, un treno in cui crediamo sia riposto il segreto della letizia. Non so dire se sia un bene o un male, ma sicuramente le nostre giornate sarebbero molto più aride se ogni tanto non potessimo rifugiarci in questa “macchina del tempo”. Per chi come noi conduce una vita ragionevolmente stabile, l’idea di lunghi viaggi e una vita di continui spostamenti riveste un fascino particolare. Un desiderio immenso e ininterrotto che ci spinge ad andare avanti, sempre avanti. È difficile che una persona possa dire onestamente di non aver mai avvertito quel desiderio quasi irresistibile di mollare gli ormeggi e partire per spazi come quelli che sto per descrivere.”
 
Passiamo poi al Giappone con due articoli scritti da Anna Lanzani anche lei coordinatrice e che ha vissuto
 per studio prima e  per  lavoro poi,  molti anni in Giappone, innamorandosene sempre più.
Anna ha accompagnato, il primo (in assoluto) gruppo di turisti  stranieri che tornava in Giappone dopo il disastro di Fukushima. La cosa ha colpito molto i Giapponesi tanto che il gruppo è stato invitato, fotografato, intervistato. 
 
Anna Lanzani
I VIAGGI DI PAPÀ
 
I miei primi ricordi di Giappone sono ricordi di racconti di Giappone. Ristoranti girevoli, treni volanti, robot umanoidi. Quartieri con le luci sempre accese, macchine con il telefono dentro, foreste a poche ore dalla città, templi vecchissimi, signore in kimono colorati, sakè caldo in bottiglie di coccio, pesce crudo a tavola
a volte vivo. Uffici al cinquantesimo piano, riunioni interminabili, giardini di fiori rosa,di alberi rosa.
Nei primi anni Ottanta, mentre il mio mondo reale spaziava dalle gonne della nonna al giardino dell’ asilo, in quello mentale iniziava a formarsi l’idea di lontano ed esotico. Lontani erano i viaggi di lavoro di papà. Lontani ed esotici erano i viaggi di lavoro di papà in Giappone.  Dai posti lontani papà tornava con un po’ di racconti e qualche regalo. Dai posti lontani ed esotici tornava con molti racconti e molti regali. Quindi erano molto meglio.
 
  Anna Lanzani
QUANDO IL TERREMOTO TELEFONA
 
“In Giappone, il terremoto prima di arrivare avverte per telefono. Un allarme via sms informa con qualche secondo di anticipo sull’ epicentro e la magnitudo del sisma.
Quando il terremoto telefona, l’aria si tende, e il cuore sussulta -appena prima e più forte del pavimento. Se ci sono bambini si cambia discorso e si inventano giochi per sdrammatizzare  mentre loro sereni e disciplinati accompagnano tutti a ripararsi sotto al tavolo come hanno imparato a scuola.
Quando il terremoto telefona, non sempre c’è un tavolo sotto cui ripararsi.
Due settimane fa, per esempio, ero in macchina su un lungo ponte rosso, e quando è arrivato l’sms di allarme, non abbiamo avuto il coraggio di aprirlo. In caso di terremoto grave non avremmo comunque avuto scampo. Fu un terremoto lieve, uno dei tantissimi.
Anche l’11 Marzo l’allarme telefonico del terremoto era suonato in anticipo, ma non era servito a molto. “
 
 
La serata si chiude con la lettura del  il Testamento lasciato da Dario I al figlio Serse, segnalato da Irene Iacucci, e che abbiamo trovato molto attuale e molto molto interessante.
 
 TESTAMENTO DI DARIO I IL GRANDE, RE DI PERSIA, A SUO FIGLIO SERSE I, RE DEI RE
 
“Ora che sto andando via da questo mondo, ci sono 25 paesi sotto il mio Impero, e in tutti questi paesi vige la moneta persiana, i persiani hanno grande rispetto per tutti e altrettanto le popolazioni di questi paesi verso di loro.
Serse! Figlio mio e successore, devi adoperarti come ho fatto io nel mantenere questi paesi!
Il successo per mantenerli è nei seguenti punti:
 
- Non intervenire nei loro affari interni.
- Rispettare la loro religione e le loro usanze.
 
Adesso che vado via da questo mondo, tu avrai 12 Krur in oro nella tesoreria (1 krur = 500.000 Kg.)
Questa quantità d'oro sarà solo uno dei tuoi poteri perché il potere di un Re non è solo la spada ma anche la ricchezza.
Perciò ricordati, tu dovrai aumentare i tuoi beni e non diminuirli, non dico che, nel momento necessario, non devi usarli, ma nella prima occasione quello che hai tolto devi rimetterlo al suo posto.”
 
 
Invitiamo come sempre  a continuare nelle ricerche di descrizione di siti archeologici e di città e vi ricordiamo
che ancora mancano per esempio: Kerman, Isfahan, Yadz, Shiraz

A lunedi prossimo

Cena….colo  del 17 Marzo 2014
 
Cari Amici,
 
Il  Quaderno d’autore IRAN prende sempre più forma.  Nell’ultima riunione due nostri amici che frequentano
assiduamente e fattivamente le riunioni del Centro studi hanno presentato i loro lavori sulla storia e
sulla religione in Persia.
Ve ne indichiamo piccoli abstract e per chi interessato inviamo anche gli articoli completi.
 
Enrico Benelli
STORIA DI TRE IMPERI: L’IRAN FRA ACHEMENIDI, PARTI E SASANIDI
Enrico nel suo articolo racconta in modo facile e piacevole anche per non addetti ai lavori
la storia della Persia dal 550 a.c. al 651 d.c.
 
“La storia dei tre imperi che dominarono l’Iran nell’antichità è molto difficile da scrivere, per la carenza di fonti dirette; lo storico deve rifarsi essenzialmente a opere di scrittori di altri ambiti culturali, spesso ostili ai persiani, che richiedono un processo interpretativo non facile. Allo stesso modo, i documenti diretti, che vanno dai testi celebrativi fatti iscrivere dai re, agli atti emessi dai vari livelli dell’amministrazione imperiale, centrale e periferica, richiedono un’attenta decodifica per essere utilizzati nella ricostruzione storica. Anche le opere della letteratura persiana medievale, che narrano eventi più antichi, sono di attendibilità limitata, dal momento che la loro redazione è profondamente influenzata dalle necessità culturali del loro tempo. Molte sintesi storiche dirette al grande pubblico (compresi gli schizzi cronologici che si trovano nelle guide turistiche) spesso si limitano a riassumere i dati delle fonti, frequentemente viziati da pregiudizi ideologici, antipersiani o antioccidentali, a seconda della lettura scelta.”
 
Roberto Pierpaoli
LA PERSIA DALLA CONQUISTA ISLAMICA ALL'EPOCA MODERNA
Dove si ferma Enrico subentra  Roberto e il suo articolo parte  dalla morte di Maometto 632 d.C.
 
“La Persia e l'Islam
Il nuovo capitolo storico si aprì tra 637 e il 650, anni in cui con la disfatta sasanide a Qadisirya e a Nehavand la maggior parte dell'impero fu conquistata dagli eserciti musulmani, sancendo il passaggio definitivo della Persia nell'età islamica. Yazdegerd III, l'ultimo re sasanide, morì quando il suo impero era ormai governato dal califfato musulmano. Egli cercò invano di recuperare almeno una parte dei suoi territori con l'aiuto dei Turchi e di altre popolazioni centro-asiatiche, e tentò senza riuscirvi, di ottenere anche l'aiuto della Cina.
Dopo la morte di Maometto avvenuta nel 632 gli Arabi erano subito diventati ferventi seguaci dell’Islam e consideravano una missione il dover diffondere la loro fede con l’uso delle armi. I Persiani dal canto loro accolsero favorevolmente molti aspetti della cultura araba e non esitarono troppo ad abbandonare il culto zoroastriano per gli insegnamenti di Maometto. Rimasero fedeli all’antica religione soltanto le città di Yazd e Kerman ed alcuni villaggi di montagna come Abyaneh e Chak Chak. “
 
 
Roberto Pierpaoli
LE RELIGIONI DELLA PERSIA
 
Roberto è anche un appassionato studioso delle religioni, non a caso tutti i nostri quaderni d’autore 
hanno un suo articolo che descrive la religione del Paese trattato
 
“Dal 1979, anno della Rivoluzione khomeinista, la religione islamica, già ampiamente praticata a partire dalla dominazione araba del VII secolo, è divenuta ufficialmente religione di Stato. La quasi totalità degli Iraniani, in controtendenza con la maggioranza dei paesi di fede musulmana che praticano prevalentemente il credo sunnita dei califfi, aderisce al credo sciita duodecimano (dall’arabo shī’a = divisione, partito) che si ricollega alla discendenza di Alì, genero di Maometto, e agli imam successivi fino al dodicesimo, la cui scomparsa risale all’878. Essi non rinnegano la sunna (le principali regole di comportamento dettate da Maometto e riassunte nei cinque fondamentali comandamenti: sottomissione ad Allah, elemosina alle vedove e ai bisognosi, digiuno nel mese del Ramadan, preghiera 5 volte al giorno, pellegrinaggio alla Mecca) ma attendono ancora la venuta del prossimo Mahdi, il capo religioso e politico che secondo la tradizione dovrà anche essere un condottiero dotato di eccezionali qualità profetiche.
 
Continuano quindi le ricerche dei siti archeologici e descrizioni di città e vi ricordiamo che ancora
mancano per esempio: Kerman, Isfahan, Yadz, Shiraz
 
Buon lavoro e a lunedì prossimo

 

Cena….colo  del 10 marzo 2014
 
Cari Amici,
Le nostre ricerche per il Quaderno di viaggio IRAN proseguono con ordine e soprattutto con successo.
In quasi tutti i nostri quaderni di viaggio abbiamo potuto inserire brani, articoli, capitoli che raccontano le tracce lasciate dalle Eccellenze del nostro Paese in questo caso gli archeologi Italiani hanno lasciato
Il segno come potrete leggere nei primi due articoli inseriti
 
RESTAURI ITALIANI DELL'ISMEO A PERSEPOLI NEGLI ANNI '60 E '70
Edizioni De Luca – Roma, 2001
Dal volume-catalogo della mostra “Antica Persia – I tesori del museo di Tehran e la ricerca italiana in Iran” - Teheran , maggio-luglio 2001
Giuseppe Tilia: Metodi e interventi
 
Dal volume-catalogo della mostra “Antica Persia – I tesori del museo di Tehran e la ricerca italiana in Iran” tenutasi a Teheran nel periodo maggio-luglio 2001 viene descritta la fondamentale attività degli archeologi italiani per la conoscenza e la conservazione di Persepoli
 
“Nel 1964 tra l'Italia e l'Iran nacque uno stretto e intenso rapporto di collaborazione e scambio culturale, grazie al ruolo avuto dall’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (oggi Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, IsIAO) nell'ambito di un vasto programma di intervento e restauro di monumenti di grande interesse storico-artistico, tra i quali per l'appunto fu dato particolare peso al complesso architettonico di Persepoli.
L'iniziativa ebbe tra i suoi più entusiasti fautori, oltre a Giuseppe Tucci, allora presidente dell'Istituto, gli architetti Guglielmo De Angelis d'Ossat e Giuseppe Zander e l'archeologo Domenico Faccenna, che mi affidarono la direzione dei lavori, con il compito di procedere alla documentazione grafica e fotografica di necessario supporto per lo studio e la ricostruzione; l’indagine archeologica fu condotta da Ann Britt Pettersson; l’Istituto Centrale del Restauro, all'epoca diretto da Pasquale Rotondi, garantì il suo costante contributo attraverso l'assistenza di tecnici specializzati coordinati da Paolo Mora.”
 
Matteo Benni
NELLA PIANA DI PERSEPOLI EMERGE UN’ANTICA TORRE COSTRUITA DA CIRO IL GRANDE
Dal sito web: www.magazine.unibo.it - 3 dicembre 2013
Intervista a  Pierfrancesco Callieri
 
Vengono decritti i risultati di una ricerca archeologica compiuta da studiosi dell’Università di Bologna in collaborazione con l’Università di Shiraz.
 
La missione archeologica congiunta irano-italiana, che coinvolge l’Università di Bologna e l’Università di Shiraz, sta portando alla luce i resti di un edificio assolutamente unico nella regione: una "torre" a pianta rettangolare dall’impronta fortemente babilonese.
 
All’inizio era soltanto un muro, anche se fin da subito alcuni dettagli erano sembrati insoliti. Poi, quel muro si è rivelato essere molto spesso, ben dieci metri. Ma è stato con la successiva scoperta di un ingresso e l’emergere di specifici motivi ornamentali che è diventato chiaro a tutti come quei resti appartenessero a un edificio del tutto particolare.
Giunta al terzo anno di scavi nella zona di Tol-e Ajori, a pochi chilometri dalla Cittadella imperiale di Persepoli, in Iran, la missione archeologica congiunta irano-italiana, portata avanti dall’Università di Bologna, dall’Università di Shiraz e dal Centro Iraniano per le Ricerche Archeologiche con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano, ha ormai raccolto abbastanza elementi per poter tracciare le prime conclusioni sul suo lavoro e avanzare ipotesi sui resti venuti alla luce.
 
Cesare Brandi
VIAGGI IN ORIENTE
Editori Riuniti – Roma, 1993
Shiraz e Firuzabad
 
Prosegue il viaggio in Oriente dell’A. che ci descrive il suo arrivo a Shiraz e la successiva visita a Firuzabad
 
L'andata a Shiraz si poneva anche più problematica di Isfahan perché gli alberghi risultavano tutti pieni, e, per quanto la temperatura fosse mite, non si poteva dormire all'addiaccio. Ma tutto si risolse all'ultimo momento per l'italiano provvidenziale che ci recuperò una camera a due letti (che in seguito si sdoppiò in due). Comunque l'atterraggio era assicurato.
L'arrivo con l'aereo è come ad un aeroporto familiare: poca la distanza della città e la città incomincia subito. Mi ronzavano agli orecchi i versi di Hafiz su Shiraz, che era la sua città e che amò di tenerissimo affetto: «Shiraz città del cuore, Dio ti preservi! Perla delle capitali sei tu! Oh poterti servire!».
 
Pietro Citati
LA PRIMAVERA DI COSROE
Rizzoli Editore – Milano1977
Le sculture nella roccia
 
Come ci sembra lontana Persepoli da queste montagne scolpite! Là l'architetto aveva modulato un ritmo lento e solenne, distinguendo gli spazi e variando i motivi. Tutto respirava l'ordine, l'armonia e l'equilibrio. Quando guardiamo i rilievi sassanidi, ci viene in mente il personaggio di un poema persiano. Lo scultore Farhad sa tracciare sulla roccia dei disegni sottili come quelli dei pittori cinesi. Ma la disperazione amorosa lo assale, ed egli combatte la montagna con la furia del minatore che vuole penetrare nelle sue profondità misteriose. Con lo scalpello più caldo del suo cuore infuocato, abbatte piangendo blocchi di pietra, scava la roccia, la rende più dolce e molle della cera, e la bagna col sangue della sua fatica. Nessuno, certo, scolpì i rilievi di Bishapur per amore di una donna: nessuno, forse, li bagnò col sangue delle sue mani. Ma tutte queste sculture sembrano nascere da una tensione espressiva sovrumana: da una violenza barbarica, da una furia, che nessun limite può contenere.
I terribili cavalli dei re e degli dei paiono uscire dalla roccia con il loro passo trionfale: le figure alzano e di­stendono le mani, comandano, pregano, uccidono, e nessuno di questi gesti potrà essere mai più cancellato dal mondo, tale è l'impeto e la massiccia grandezza dei volumi.
 
Continuiamo quindi a leggere e cercare belle descrizioni (preferibilmente di autori italiani) dei più importanti Siti che ancora mancano Isfahan, Shiraz, Yazd …………e le Torri del Silenzio della religione Zoroastriana che si incontrano strada facendo.
 
La prossima settimana Roberto Pierpaoli ci porterà il suo capitolo sulle religioni che si sono succedute fino
all’Islamismo.
 
  A lunedi prossimo

Cena….colo  del 3 Marzo 2014


Cari amici
Anche in questa riunione abbiamo letto vari articoli e capitoli di libri ma l’unico che abbiamo scelto
perché  scritto da Sabatino Moscati  oltre che come scienziato soprattutto come amante della storia dell’Iran. Moscati,  nella sua carriera ebbe diverse cariche importanti, fra le quali la Presidenza dell'Istituto per il Medio ed Estremo Oriente e la fondazione della rivista “Archeo”.
 
Sabatino Moscati
LUCI E SILENZI DI UN IMPERO SCOMPARSO. PERSEPOLI
Rusconi libri – Milano, 1980
L’Autore scrive  una prefazione di un libro fotografico tutto su Persepoli e racconta la storia e l’architettura
Della città
 
“È uno spettacolo impressionante. I bianchi resti di Persepoli - palazzi, portali, colonne - s'accendono investiti dai raggi solari di luci sanguigne, che immediatamente rievocano il gigantesco incendio con cui Alessandro Magno pose fine per sempre, nell'anno 330 a.C., alla vita della città. Ma quando scendono le ombre, e più ancora le tenebre della notte, allora le rovine stesse cambiano colore, sembrano reimmergersi nel deserto da cui un giorno sorsero. L'ha detto un celebre poeta arabo, Omar Khayyam: questa è l'ora in cui il leone e la lucertola vagano nei cortili abbandonati, dove un giorno visse e sprofondo la gloria. Persepoli è un nome greco, la “città dei Persiani”. I suoi costruttori la chiamarono Parsa, che è sinteticamente la stessa cosa, un nome di città che coincide con un nome di popolo.”
 
Il capitolo di Sabatino Moscati deve essere completato da  una descrizione specifica dei vari monumenti
di Persepoli, scritta da un autore che li guarda con amore e non racconti i dati tecnici ma cosa vede e le emozioni che sente mentre li guarda.
 
 
Per le religioni Roberto Pierpaoli, sta preparando una sua ricerca che parlerà si dell’Islamismo ma anche
di Zoroastro e di tutti i cambiamenti nel corso dei millenni.
Enrico Benelli invece si sta occupando di fare un capitolo che copra tutta la storia del Paese  dagli albori ad oggi ed è stato deciso che visto i millenni di storia sarebbe utile trovare una buona cronologia storica per
seguire passo passo i cambiamenti.  
 
Invitiamo tutti a continuare nella ricerca di articoli, capitoli  (preferibilmente di autori italiani)  descrittivi di Hamadan e tutti gli altri centri  e siti legati al periodo Achemenide. 
 
A lunedi prossimo
Vittorio  e Daniela

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