Singapore

Se avete intenzione di visitare la Malesia, programmate almeno un giorno a Singapore, la scintillante città creativa e ultramoderna del Sud Est Asiatico. E’  stata una piacevole scoperta, non solo perché sono salita in cima a uno degli edifici più incredibili del mondo moderno (il Marina Bay Sands) e ho visitato parchi ipertecnologici, ma anche perché ho scoperto la sua multiculturalità in quartieri lontani dalle luci del progresso ma non per questo meno affascinanti.

Il tempo è poco e bisogna darsi una mossa ma in un giorno si riesce ad avere un assaggio dell’isola e a toccare i principali “must see”. La prima tappa l’abbiamo dedicata agli strabilianti Gardens by the Bay, un orto botanico affacciato sul mare, popolato da alberi ipertecnologici, che si possono ammirare da vicino con una passeggiata nella skyway panoramica, e da due serre davvero singolari nella loro natura: in una è stata riprodotta una vera e propria foresta pluviale con tanto di montagna, cascate e microclima perfettamente ricreato, nell’altra il clima mediterraneo e la flora di alcuni Paesi del mondo.

Di fronte ai Gardens si staglia in tutta la sua mole  il famoso Marina Bay Sands, non certo noto per il suo nome ma per la sua forma bizzarra e se volete un po’ kitsch: tre grattacieli paralleli sopra i quali è stata appoggiata una barca. Il complesso è famoso perchè in cima si trova una piscina a sfioro dal panorama mozzafiato chiamata “Infinity Pool” che non bisogna perdere. Non seguite quello che dicono le guide, non è vero che per vederla bisogna pagare l’ingresso alla terrazza panoramica o in uno dei club lounge esclusivi limitrofi: noi siamo saliti al piano 57 e lì ci siamo aggirati tra i locali per scattare le foto senza pagare un euro. Se invece volete accedere,  allora dovrete essere ospiti dell’hotel e spendere all’incirca 400 dollari per una notte.

Entro nel  quartiere cinese, perdendomi i tra le sue stradine brulicanti di attività commerciali, bancarelle gastronomiche e negozietti. Qui si trova un grande mercato coperto dove andare alla scoperta del melting pot gastronomico di Singapore, figlio della natura multiculturale della città, da sempre attraversata e abitata da popoli ed etnie differenti, provenienti dalle rotte commerciali lungo l’Oceano indiano di cui la città-stato è sempre stata protagonista. Qui potrete assaggiare piatti tipici di Singapore come il pollo con riso di Hainan o la zuppa di granchio, ma anche specialità malesi come la Popiah (involtini di riso stile primavera), cinesi o indiane. Ce n’è per tutti i gusti e i prezzi sono davvero popolari, come la gente che vi mangia.

Per uno sguardo ancora diverso della città, fate un passaggio a Orchard Road, la famosa via dello shopping e dei grandi store ma per un motivo particolare: raggiungere la graziosissima Emerald Hill, una stradina costellata di edifici coloniali di inizio ‘900. Vi troverete immersi un’atmosfera completamente diversa, tra case in stile Peranakan e alberi di frangipane profumati.

E poi si cambia ancora addentrandosi nel quartiere indiano, tra animati templi hindu e bancarelle di frutta. Quello che mi ha stupito di più di Singapore è proprio la sua mutevolezza, la ricchezza di popoli e culture che la abitano. Dove concludere la serata? Tornando a Marina Bay per godersi lo spettacolo della baia illuminata dalle luci della sera davanti a un cocktail (anche se decisamente non economico) in uno dei locali modaioli sul molo. Di fronte a voi lo skyline dei grattacieli di Singapore. Itorno alle 21 (ma chiedete sempre sul posto perché gli orari variano) si tiene anche uno spettacolo di fontane e luci che noi purtroppo ci siamo persi !!!

 

 

testo e foto Cristina Pasin http://www.parliamodiviaggi.it

 

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